Di Samantha De Martin

Gli appuntamenti con l’arte a Parma dal 2 al 10 marzo. Al Complesso della Pilotta un percorso offre una riflessione sul femminicidio, mentre il Labirinto della Masone ospita migliaia di pagine disegnate e colorate dagli artisti più famosi di Otto e Novecento.

Il dialogo tra la poesia e la pittura nei libri d’artista disegnati dai più noti maestri di Otto e Novecento – da Delacroix a Matisse passando da Picasso e de Chirico – incrocia i miti e i riti del ‘68, mentre gli affascinanti frammenti dell’antica città di Luna, che vide i suoi albori nel lontano 177 a.C, lasciano il posto a un’arte riflessiva che medita sul dramma del femminicidio. Ci sono poi i giocattoli di una volta a completare l’offerta delle mostre che illuminano la primavera di Parma, e che si potranno visitare contemporaneamente a Mercanteinfiera. Perché la prestigiosa kermesse internazionale che, dal prossimo 2 marzo (fino al 10 marzo), tornerà ad animare gli spazi delle Fiere di Parma con oltre mille espositori in arrivo da tutte le piazze antiquarie europee – oltre e essere la sede di due importanti esposizioni, è anche l’occasione per godersi le iniziative artistiche organizzate dalle maggiori istituzioni culturali della città.

Dal 5 al 10 marzo ingresso gratuito in tutti i musei statali della città   Innanzitutto Mercanteinfiera coincide con la settimana di ingresso gratuito ai musei statali di Parma. Sarà quindi possibile gustarsi i musei della Pilotta domenica 3 marzo (prima domenica del mese) e da martedì 5 marzo a domenica 10 marzo (lunedì 4 marzo il complesso resterà chiuso per riposo settimanale) nei consueti orari di apertura: da martedì a sabato dalle 8.30 alle 19.00 e domenica dalle 13.00 alle 19.00. 

“Voci dal silenzio”. Alla Pilotta l’arte riflette sul femminicidio

Sempre al Complesso della Pilotta, nei rinnovati spazi dei Voltoni del Guazzatoio sarà allestita, a partire dal 5 marzo e fino al 10 aprile, una mostra di pittura con ingresso gratuito, organizzata in collaborazione con la Questura di Parma. Attraverso le opere dell’artista forense Diego Testolin, il percorso dal titolo “Voci dal silenzio” offre un focus sul “femminicidio”. Disegnatore di identikit e analista della scena del crimine della Polizia scientifica del Triveneto, esperto di fisionomica, Testolin rilegge con chiave intima la realtà, scavando in vicende umane conosciute attraverso la sua vita professionale, nell’intento di restituire, attraverso le sue tele, quella dignità estetica spezzata dalla brutalità dell’uomo. Con la mostra “Dee al contemporaneo” dello stesso artista Testolin, alcune figure femminili canoviane vengono rivisitate in chiave moderna secondo il principio di bellezza assoluta e spirituale.

Al Labirinto della Masone i libri d’artista disegnati da Manet, Picasso, Matisse

Durane Mercanteinfiera vale la pena di fare un salto al Labirinto della Masone, il più grande labirinto al mondo, che a partire dal 9 febbraio, dopo la breve pausa invernale, riapre il suo scenografico salotto abbellito da oltre 200mila bambù di venti specie diverse, nato da un sogno di Jorge Luis Borges e dell’editore Franco Maria Ricci.  

 

Henri Matisse, Jazz, (Paris, Tériade, 1947, 42,2 x 32,5 cm; pp. 164 con 20 tavole colorate a pochoir.  Dedica autografa: Pour la Société Européenne de Culture H. Matisse. June 1952)

Fino al 24 marzo gli edifici del suggestivo complesso di impronta neoclassica che ospitano la collezione d’arte dell’editore, collezionista e bibliofilo, accolgono un’accurata selezione di libri d’artista della collezione del parmigiano Corrado Mingardi, donati alla Fondazione Cariparma e raccolti nella mostra Delacroix, Manet, Picasso, Matisse. Pagine da Collezione. Si tratta di migliaia di pagine, a tiratura limitatissima, concepite con l’unico intento di regalare piacere e orgoglio ai privati che li acquistavano e li sfogliavano in solitudine. I libri sono disegnati e colorati da grandi maestri, come Delacroix che illustra il Faust di Goethe, Manet che disegna Il corvo di Poe, o ancora Matisse – del quale sarà esposto anche Jazz, ritenuto il capolavoro assoluto dei libri d’artista – ma anche Depero e Lucio Fontana.

Al Centro studi e Archivio della Comunicazione va in scena il Sessantotto

Basta spostarsi all’Abbazia cistercense di Valserena – nota come “la Certosa di Parma” in riferimento al romanzo di Stendhal – per visitare la mostra in corso al Centro studi  e Archivio della Comunicazione (CSAC) ospitato nel monastero voluto da papa Bonifacio VIII nel 1298.

Fino al 4 agosto si potrà visitare 1968. Un Anno, un grande racconto dal taglio sincronico dedicato all’anno chiave della storia del Novecento. Ne emergono episodi restituiti frugando nell’archivio dello CSAC, il cui primo nucleo nasce proprio nel 1968 e che oggi vanta una raccolta di oltre 12 milioni di materiali originali suddivisi in cinque sezioni. Lungi dal suggerire uno sguardo univoco, la mostra mira piuttosto a fare emergere i mutamenti antropologici e del linguaggio esplosi in quel fatidico anno. Una dettagliata timeline composta da oggetti, cronache, immagini, scandisce il percorso dei visitatori tra i reportage e le sperimentazioni fotografiche di Uliano Lucas, Mario Cresci, Ugo Mulas. I progetti di Armando Testa per Carosello affiancano lo spazio dell’abitare ridefinito da nuovi oggetti come la poltroncina Jumbo di Alberto Rosselli, mentre le nuove infrastrutture che trasformano l’Italia lasciano il posto agli insediamenti turistici, tra tutti la Costa Smeralda di Luigi Vietti.

 

Walter Albini, Collezione Cina per Cole of California – Mare Moda Capri, Primavera/Estate 1969. Stampa fotografica in bianco e nero su carta bromuro d’argento, mm. 298×239

I volti di Maria Luigia al Museo Glauco Lombardi

L’imperatrice di Francia e consorte di Napoleone Bonaparte, poi duchessa di un piccolo stato emiliano, Maria Luigia d’Asburgo è al centro della mostra I volti di Maria Luigia, in corso fino al 31 marzo presso il museo nato dalla passione collezionistica dell’antiquario e giornalista colornese Glauco Lombardi. Protagonista di numerosi fogli incisi, che, nelle diverse fasi della sua vita, hanno fissato su carta le sue sembianze, l’imperatrice sfila in un’ampia galleria di immagini che ci restituisce la storia di una donna, caratterizzata da sorprese e risultati inattesi.

Da questa carrellata tra gli appuntamenti d’arte in città, non poteva mancare il gioco. Sarà proprio Mercanteinfiera ad accogliere Let’s play: come giocavamo. Giochi e giocattoli della collezione Gianni Marangoni, una passeggiata nostalgica attraverso una collezione privata che, tra bambole e trenini, attraversa anni, epoche e modi di giocare.

La seconda collaterale di Mercanteinfiera – dal titolo Storie della città di Luna. Frammenti di vita all’ombra di Roma e realizzata in collaborazione con il Polo museale della Liguria – è invece un viaggio nell’antica città di Luna (oggi Luni – La Spezia) nata nel 177 a.C. come avamposto militare romano e citata da Dante Alighieri. Negli spazi di Fiere di Parma i visitatori potranno aggirarsi tra materiali archeologici, documenti inediti, bronzi, reperti di età augustea – come la formella con la testa di Marte – ad oggi sconosciuti al grande pubblico in quanto custoditi nei depositi del Museo di Luni.

La cittadina dovette la propria fortuna allo sfruttamento del marmo che dal porto partiva per tutte le destinazioni del Mediterraneo. Nell’XI secolo se ne registra il totale abbandono, quando il rischio delle incursioni dal mare spinge la popolazione verso l’interno, a Sarzana. Luna e Parma sono due città legate a doppio filo. Attraverso Parma transita la via Emilia, fatta costruire proprio dal console Marco Emilio Lepido nel 187, uno dei triunviri al quale si deve anche la fondazione di Luna. «In Italia parte delle opere d’arte si trova nei depositi dei musei – afferma Ilaria Dazzi, Brand Manager di Mercanteinfiera – In questa edizione abbiamo rinunciato a una mostra collaterale dai grandi nomi e dall’attrattività immediata, per dare invece visibilità ad un patrimonio archeologico sconosciuto perchè conservato nei depositi museali».