Di Luca Zuccala

In cornice tra il Po e gli Appennini, nel ducato di Parma e Piacenza ogni colle, o quasi, ha il suo castello che svetta sulla pianura sottostante, quando non la domina direttamente da terra. Ben 32 note di pietra che riecheggiano su uno spartito altalenante di sbalzi collinari e distese pianeggianti scandito da corsi d’acqua. Antiche dimore che si elevano una dietro l’altra, esaltando la varietà delle personalità che si sono succedute nei secoli, dai Borbone ai Farnese, dai Landi agli Sforza.

Bastano una manciata di chilometri da Parma, e quindi da Mercanteinfiera, per toccare con mano queste favole merlate, da Bardi a Fontanellato, da Torrechiara a Soragna. Rocche, regge e fortezze che non basta contemplare dall’esterno, ma la cui essenza bisogna sovente scoprirla dall’interno, in ciò che (forse) non si vede.

Come i fantasmi e i misteri che aleggiano invisibili tra le mura e accolgono silenziosi i visitatori che, appena varcati i portoni, entrano inconsapevoli nel regno di chi non c’è più, e forse nemmeno c’è mai stato. Non importa se crediamo o meno a questi racconti di spiriti immortali, ogni storia è vera nella sua capacità di generare mondi in cui emotivamente possiamo viaggiare.

Fate allora attenzione nei corridoi del Castello Pallavicino, perché potreste sbirciare l’abito bianco di Beatrice Pallavicino svoltare l’angolo e scomparire nel buio. Per sempre giovane il suo fantasma non vuole abbandonare le mura dove ha dato alla vita 4 figli, morendo poi tragicamente in circostanze misteriose all’età di 21 anni.

Qualche giovane sposina, invece, recandosi al Castello di Montechiarugolo, potrebbe imbattersi nello spettro gentile della Fata Bema. L’affascinante indovina era nel ‘500 la fattucchiera più affidabile del ducato di Parma, tanto che lo stesso Ranuccio Farnese si recava nel bosco in cerca dei consigli della fata. Accecato dalla superstizione, decise di condannarla a morte, insieme all’amato, nel tentativo di ristabilire una giustizia a suo parere infranta. L’affetto che tutto il popolo nutriva per Bema fece però in modo di salvarle la vita, garantendole un’esistenza tranquilla nel borgo che l’aveva accolta.

Per riconoscenza, ancora oggi la fata interviene nelle faccende terrene per istruire le spose novelle sulla vita che le attende. Insieme a Beatrice e a Bema altri spiriti abitano questi luoghi magici e non temono di essere disturbati nella loro tranquillità. Sono i protagonisti di storie surreali quanto evocative, che impreziosiscono il fascino intramontabile di queste fortezze la cui visita promette un coinvolgimento totalizzante.

Per info: castellidelducato.it