Mercanteinfiera in Città

Mercanteincittà: Palazzo Pigorini. SFOGLIARE STANZE. Munari e altre storie per raccontare Corraini Edizioni.

 

Grazie alla partnership con il Comune di Parma e, in particolare, con l’Assessorato alla Cultura del Comune, Mercanteinfiera inaugura quest’anno, per la prima volta, una collaterale in città, dedicata alla vincitrice della prima edizione del Premio Mercanteinfiera, Marzia Corraini, fondatrice di Corraini Edizioni e del Festival Letteratura di Mantova.

Palazzo Pigorini apre le porte a Mercanteinfiera: l’occasione per unire la visita a Mercanteinfiera con la scoperta di Parma, del territorio, delle sue caratteristiche e del suo potenziale.

Opere straordinarie in esposizione pronte a descrivere un percorso di vita, a scoprirne gli aspetti meno conosciuti e ad anticiparne di nuovi. Un percorso all’interno dell’esperienza artistica e umana di una tra le realtà culturali più determinanti degli ultimi trentanni.

“La decisione di affidarci Palazzo Pigorini per la mostra sulla nostra casa editrice (la struttura stessa del luogo) ci ha subito suggerito di utilizzare le tante stanze come se fossero pagine di un libro, o meglio diversi capitoli di un libro. Raccontarci attraverso la grande metafora, in questo caso fisica e gigante di un immaginario libro si addice a chi, come noi, ha in questi ormai lunghi 40 anni, spaziato su vari fronti e in vari ambiti legati all’immagine e alla cultura. La forma del libro ovviamente ci è congeniale, è quello che facciamo ogni giorno insieme a tutti nostri collaboratori” dice Marzia Corraini, protagonista indiscussa dell’evento.

“Sarà così anche in questa occasione e in ogni stanza di Palazzo Pigorini ragioneremo, rivedremo, reinventeremo alcune delle “cose” che abbiamo, avremmo voluto, o vorremmo realizzare.

Ci sarà la stanza degli inizi più concentrata sul lavoro della galleria e dell’arte insieme alle prime pubblicazioni, ci saranno le stanze dedicate ad arte ed editoria, ad artisti che sono stati importanti per la nostra crescita e il nostro percorso: Munari prima di tutto, Mari, Giosetta Fioroni. La stanza dei giovani, poi la stanza del design, dell’illustrazione, della fotografia… .

Le stanze dei libri con i documenti e le fasi di lavorazione (potremmo far vedere come nasce un nostro libro), quella dei libri per bambini che ci ha portato quest’anno a vincere il premio BOP – Bologna Prize for Best Children’s Publishers of the Year come migliore editore d’Europa.

Un focus sulla nostra attività nelle librerie e sulle nostre riviste, Inventario e Un Sedicesimo. L’attenzione a ciò che organizziamo con altri fuori dalla nostra sede, ad esempio: l’incredibile archivio OPLA che raccoglie libri degli artisti per bambini a Merano e tante altre. Il nostro rapporto con aziende e istituzioni con le quali collaboriamo per realizzare e inventare occasioni e volumi importanti e diversi, spesso occasione di sperimentazione. Tanti partner che siamo sicuri ci aiuteranno a ricostruire e ripensare ciò che abbiamo fatto e stiamo facendo. Un esempio tra i tanti lo CSAC di Parma, con cui più volte abbiamo collaborato, ci aiuterà a documentare alcuni passaggi con alcuni piccoli ma importantissimi pezzi, per noi fondamentali, del loro incredibile archivio, uno dei più importanti del mondo sulla storia artistica Italiana.

Oggi mi vedo, spero, ancora alla ricerca.

Curiosa e felice di meravigliarmi di fronte a progetti nuovi, di giovani autori, a riscoprire un po’ di quel tantissimo di bello e straordinario che questo tempo veloce sotterra se non c’è subito visibilità e successo.

Voglio ancora stupirmi aprendo le pagine di un libro, tentando di maneggiare (confesso le mie difficoltà) app sensate ed interessanti. Stupirmi ancora di fronte ad un video, una fotografia o un’antica pittura.

Riuscire ancora a vedere progetti per bambini stupefacenti come lo sono stati quelli che, con grande fortuna, abbiamo già incontrato: Munari, Cox, Guixé…

Vorrei io avere ancora la fortuna e il privilegio di essere dentro a tutto questo condividendo ogni giorno, come sempre, con Maurizio ogni pensiero e ovviamente tutto questo può essere così, solo attraverso l’elaborazione che tutto il nostro grande staff di collaboratori sa operare nell’officina della Corraini Edizioni.

Anche loro hanno imparato e sanno vedere e andare avanti. Nella mostra così concepita, nelle speranze che ho raccontato c’è, credo, molto futuro. Siamo abituati a guardare avanti servendoci sempre, nel pensiero e anche spesso nella pratica, di ciò che ci ha lasciato il passato; nel capire ed elaborare questa idea, questa prassi, sta il nostro futuro”.

 

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