Bambole, soldatini e trenini… un giocattolo non è mai solo un giocattolo ma una materia viva che riporta ciascuno in un altrove magico. Un gioco è una storia, un capitolo del nostro tempo, lì a ricordarci di ricordare: come eravamo e, perché no, “cosa” siamo diventati.

C’è chi sa trasformare il collezionismo in un elogio alla memoria: così ha fatto Gianni Marangoni, curatore della prima collaterale dell’edizione primaverile di Mercanteinfiera, che ha scelto di mantenere un filo diretto con la Storia conservando e recuperando giocattoli e giochi, fino a realizzare una collezione che è un autentico hobby creativo. Dietro questa operazione ci sono anni di appassionata ricerca non solo per l’oggetto in sé ma anche e soprattutto per raccontare la relazione tra i giocattoli e il loro impiego, delineando così periodi, magie lontane: un’esposizione quindi vicina alla curiosità dell’operatore, ma anche emotivamente vicina al visitatore generico, che ha sperimentato quei giocattoli direttamente o li ha visti nelle case dei genitori piuttosto che dei nonni. Un percorso fatto di curiosità ma anche di atmosfere che la contemporaneità non integra ormai più nella quotidianità dei più piccoli.

Gianni Marangoni, volto noto del mondo della moda e della creatività sartoriale, presta la sua attività di collezionista a Mercanteinfiera per esporre pezzi ormai introvabili che hanno contribuito alla crescita di generazioni: pronti a giocare?

Let’s play: come giocavamo. Giochi e giocattoli della collezione Gianni Marangoni, una mostra collaterale alla prossima edizione di Mercanteinfiera Primavera che vi porterà in un viaggio nel tempo attraverso i vecchi “balocchi” – alcuni oramai introvabili – tra gli anni ’30 e ’60 del Novecento.

Alle Fiere di Parma dal 2 al 10 marzo 2019, padiglione 4.

 

Gianni Marangoni