Collaterali

Let’s play: come giocavamo
Giochi e giocattoli della collezione Gianni Marangoni

Mostra collaterale in collaborazione con Gianni Marangoni (PAD.4)

C’è chi sa trasformare il collezionismo in un elogio alla memoria: così ha fatto Gianni Marangoni, curatore della prima collaterale dell’edizione primaverile di Mercanteinfiera, che ha scelto di mantenere un filo diretto con la Storia conservando e recuperando giocattoli e giochi, fino a realizzare una collezione che è un autentico hobby creativo.

Dietro questa operazione ci sono anni di appassionata ricerca non solo per l’oggetto in sé ma anche e soprattutto per raccontare la relazione tra i giocattoli e il loro impiego, delineando così periodi, magie lontane: un’esposizione quindi vicina alla curiosità dell’operatore, ma anche emotivamente vicina al visitatore generico, che ha sperimentato quei giocattoli direttamente o li ha visti nelle case dei genitori piuttosto che dei nonni.

Un percorso fatto di curiosità ma anche di atmosfere che la contemporaneità non integra ormai più nella quotidianità dei più piccoli. Gianni Marangoni, volto noto del mondo della moda e della creatività sartoriale, presta la sua attività di collezionista a Mercanteinfiera per esporre pezzi ormai introvabili che hanno contribuito alla crescita di generazioni: pronti a giocare?

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Storie della città di Luna.
Frammenti di vita all’ombra di Roma

Mostra collaterale in collaborazione con il Polo museale della Liguria (PAD 4)

La città abbandonata diventa luogo di rovine sepolte da esplorare: la ricerca elargisce statue, ritratti, grandi frammenti decorativi in marmo, epigrafi e monete che, nel tempo, comporranno ricche ed eterogenee collezioni private.

La storia delle ricerche a Luni è un racconto ininterrotto che dura dal medioevo. Dante stesso, esule in Lunigiana, e coinvolto attivamente nella vita politica di questa regione parla delle rovine di Luni come sono ite, e come se ne vanno di retro ad esse Chiusi e Sinigaglia, udir come le schiatte si disfanno non ti parrà nova cosa né forte, poscia che le cittadi termine hanno (Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, XVI, 73-79). Città di Luna 6 7 Mostre collaterali Luni fu colonia romana fondata nel 177 a.C. alla foce del Magra, nella piana immediatamente alle spalle della linea di costa, in prossimità delle cave di marmo apuano. Plinio il Vecchio ci racconta che i Romani fondarono Luna come avamposto militare contro i Liguri e dopo la fondazione della colonia oltre 40 000 Liguri Apuani furono deportati nel Sannio mentre a Luna si stabilirono 2000 coloni romani, veterani della battaglia di Azio (31 a.C.). La fortuna di Luni fu proprio legata allo sfruttamento del marmo che dal porto veniva imbarcato per tutte le destinazioni del Mediterraneo.

Il suo totale abbandono avvenne nell’XI secolo quando il rischio delle incursioni dal mare costrinse la popolazione a trasferirsi all’interno, a Sarzana. Luni è simbolicamente legata a Parma poiché attraverso Parma transitava la Via Emilia, fatta costruire proprio dal console Marco Emilio Lepido nel 187, uno dei triunviri a cui si deve anche la fondazione di Luna. Nella mostra verranno presentati documenti inediti inerenti le ricerche archeologiche condotte sul sito a partire dal 1800 che faranno da sfondo ai materiali archeologici; si tratta dei disegni realizzati da Carlo Promis nel 1857 per la prima relazione degli scavi del XIX su incarico del marchese Angelo Remedi.

In quest’occasione verranno esposti sia oggetti provenienti dalle collezioni ottocentesche quali: i bronzi rinvenuti negli scavi finanziati da Carlo Alberto di Savoia sia elementi in marmo provenienti dagli scavi più recenti quali il frammento di piede di tavolo (trapezoforo) o la formella con la testa di Marte di età augustea attualmente in deposito presso i magazzini.

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